Una breve comparazione #32

GERMANIA

In passato, in Germania, l’industria del gioco era gestita autonomamente dalla legislazione dei sedici Stati federali tedeschi, con la sola eccezione delle “corse dei cavalli” e delle “macchine da gioco situate al di fuori dei casinò” che erano di competenza esclusiva della Federazione. Nel 2006 la Corte Costituzionale tedesca
dichiarò incostituzionale questo sistema legislativo, poiché aveva fallito nell’obiettivo fondamentale di

garantire il controllo dello sfruttamento della passione umana per
il gioco con le sue conseguenze negative sulla salute pubblica.

A seguito di questa sentenza, il 1° gennaio 2008 entra in vigore il Trattato che contiene tutte le disposizioni generali che gli Stati Federali si impegnano ad osservare in materia di gioco d’azzardo.

Esso non si applica alle scommesse ippiche e alle macchine da gioco esterne ai casinò e non comprende i giochi di abilità o di puro divertimento. In linea generale questa normativa ribadisce il monopolio pubblico del gioco già previsto nel sistema precedente.

I tratti principali sono i seguenti:

• l’esercizio o l’organizzazione di qualsiasi attività considerata gioco d’azzardo è soggetto a concessione di una licenza da parte dell’autorità nazionale o federale competente. Una volta concessa, l’attività si può esercitare nel solo territorio
del Land che ha emesso la licenza;

• è proibita l’organizzazione e prestazione di qualsiasi gioco
d’azzardo attraverso internet;

• l’organizzazione e la prestazione di scommesse sportive sono aperte al mercato quando risultano separate dall’organizzazione dell’evento sportivo stesso e dall’esercizio
della struttura in cui avvengono;

• vi è una disposizione che stabilisce nel dettaglio le modalità per la promozione del gioco d’azzardo: la pubblicità deve limitarsi a dare informazioni sull’esistenza del gioco e illustrare le opportunità di vincita, non deve incoraggiare gli utenti a partecipare al gioco, deve riportare chiaramente il divieto per minorenni, esplicitare i rischi di dipendenza collegati al gioco e segnalare i numeri di assistenza;

• è proibita qualsiasi forma di pubblicità attraverso la televisione, internet o alti mezzi di telecomunicazione, sulle maglie sportive o sui cartelloni dei centri in cui vengono trasmessi gli eventi sportivi;

• è stato istituito un Consiglio di Supervisione sul gioco che vigila sul rispetto di queste imposizioni ed proibisce a banche ed istituti finanziari di supportare transazioni finanziare collegate ad attività di gioco illegalmente contratte;

• a tutti gli operatori è imposto l’obbligo di promuovere campagne sociali finalizzate all’educazione dei giocatori sull’uso responsabile del gioco e di illustrarle mediante relazioni scritte.

Nel 2008 la Commissione Europea ha promosso una procedura d’infrazione contro la Germania, ritenendo i nuovi regolamenti incompatibili con la legge europea sulla libera prestazione di servizi (art. 49) e con i principi di necessità e proporzionalità contenuti nella direttiva riguardante il Mercato Interno.

Il Trattato sul gioco d’azzardo doveva essere rinnovato al termine del 2011.

Bisognerà attendere i prossimi mesi per vedere se gli inviti della Commissione Europea sono stati accolti dalla Germania.

FRANCIA

In Francia la regolamentazione del gioco d’azzardo si fonda sul generale divieto risalente al XIX secolo. La normativa si è sviluppata su alcune leggi fondamentali:

la legge del 21 maggio 1836, che vietava qualsiasi tipo di lotteria;

la legge del 2 giugno 1891, che vietava le scommesse sulle corse dei cavalli e dei levrieri;

la legge 12 luglio 1983, che vietava il gioco d’azzardo e gli apparecchi basati

sul gioco d’azzardo.

Come accade anche in Italia, tale divieto prevede alcune eccezioni.

La legge autorizza il Governo francese a gestire in regime di monopolio le lotterie, attività affidata nel 1978 alla società La Français de Jeux, di cui lo Stato possiede il 72% delle quote. La FDJ ha la potestà esclusiva sull’organizzazione e la gestione – su
qualsiasi supporto, internet e altri mezzi di telecomunicazione – delle lotterie, comprese le scommesse sportive.

L’attività dei casinò è sottoposta alla supervisione del Ministero dell’Interno ed eventuali investimenti da parte di operatori stranieri deve essere autorizzato dal Ministero dell’Economia.

I casinò dispongono di un monopolio per l’utilizzo delle slot machine, con un notevole vantaggio economico, controbilanciato tuttavia dalla decisione del Governo francese (2001) di negare agli operatori dei casinò l’autorizzazione a lanciare prodotti online.

La legge del 12 luglio 1983 proibisce l’importazione, la fornitura,la produzione e
l’installazione di qualsiasi apparecchio il cui funzionamento sia basato sul caso e che permetta al giocatore di ottenere un qualsiasi beneficio, diretto o indiretto.

Il divieto vale sia per i luoghi pubblici che privati.

Inoltre, essa autorizza e sottopone a stretto controllo del Governo quattro tipologie di scommesse: sportive, sulle corse dei cavalli, dei levrieri e sulle partite di pelota basca.

Per quanto concerne le seconde, la legge consente esclusivamente scommesse “a totalizzatore” sulle corse organizzate da alcune associazioni denominate Sociétés de
Course.

Come nel caso tedesco, il monopolio francese sul gioco d’azzardo ha dato origine a numerosi contenziosi legali – molti dei quali legittimati dalla posizione della Commissione Europea – a favore degli operatori privati.

SPAGNA

In Spagna il gioco d’azzardo è stato depenalizzato nel 1977,in virtù di un decreto reale che ha consentito per la prima volta lo sviluppo di nuove tecnologie di gioco da affiancare a quelle tradizionali.

Fino a quel momento, il sistema spagnolo era fortemente centralizzato, mentre nelle ultime decadi si è verificata una progressiva decentralizzazione a favore delle varie
Comunità Autonome della Spagna.

Ne è conseguita la presenza di molteplici legislazioni regionali.

Lo Stato ha conservato competenza esclusiva sulle lotterie e sulle scommesse sportive nazionali, controllate dall’ente pubblico Entidad Pùblica Empresarial y Apuestas del Estado che ha anche il potere di rilasciare le licenze agli operatori. La potestà legislativa in materia di casinò appartiene alle singole Comunità Autonome.

Le macchine da gioco sono classificate nelle tipologie
“A”, “B” e “C”.

Gli apparecchi di tipologia “A” sono quelli che offrono giochi di intrattenimento.

Non vi sono restrizioni rispetto ai luoghi in cui ne è permessa l’installazione.

Quelli di tipologia “B” concedono all’utente, in cambio del prezzo della giocata, un tempo di gioco addizionale o un premio in denaro. Si possono installare solo
previa autorizzazione.

Quelli di tipologia “C” consentono agli utenti, in cambio di una scommessa, un certo periodo di utilizzo ed eventualmente un premio che dipende interamente dal caso.

Possono essere installati esclusivamente all’interno dei casinò.