Ecco che affrontiamo una tematiche che, soprattutto ai nostri primi approcci col texas, ci fa sentire “fighissimi” quando ci riesce bene: il check-raise!

E’ una delle mosse maggiormente efficaci del Texas: è ovviamente realizzato quando “passiamo” il diritto di parola a chi ci segue che, se punta, ci offre la possibilità di rilanciare.

E’ quindi molto interessante perché ci consente di dimostrare una debolezza che poi si rivela non essere tale ben prima di vedere cosa offre in seguito una o più strade del board!

Risulta quindi una mossa efficace poiché ci consente di bluffare senza spesa e poi intrappolando, spesso “committando” l’avversario nel piatto dopo la sua prima puntata. Non solo: se ci mostriamo solidi al tavolo nell’uso di questa mossa, nel medio-periodo eviteremo anche che qualcuno decida di bluffare su un nostro check!

Questo è uno dei risvolti più interessanti per il giocatore più esperto: infatti dinanzi ad una scala fatta al flop chiunque sa fare bene un check-raise. Molto diverso farlo se pensiamo che qualcuno dopo il nostro check abbiamo puntato in bluff!

E’ infatti un’arma molto potente quando si tratta di spingere fuori dalla mano chi in palese bluff e si rivela utile molto di più contro un avversario che contro avversari plurimi.

Quando fare un check-raise?

Fattibilissimo, ma avviene di rado, in fase pre-flop: se abbiamo una mano forte risulta veramente pericoloso non rilanciarla per primi, con il rischio che si crei un “family-pot” e tiriamo dentro troppe mani marginali incastrabili al flop. Più giustificabile un check-raise se in posizione di UTG o UTG+1…ma comunque: si rischia!

Molto utile, e usato di frequente, in fase post-flop se siamo in “Early Position”: è l’esempio più classico di questa mossa; quello a cui dovreste pensare in quasi tutte le casistiche affrontate in questo articolo.

Al turn? Utile se post-flop si era in più di 2 e ora si è solo 2. Altrimenti: rischioso. Da non fare se siamo già stati chiamati a un check-raise post-flop. In tal caso: ponderare bene se uscire bettando. Altrimenti nella gran parte dei casi la mano sarà persa.

Torna invece molto utile al river, soprattutto quando avete nascosto bene la potenza della vostra mano e vi aspettate un bet avversario. Se invece palesemente incastrate scala o colore, non fate inutilmente check: il vostro avversario sa risparmiare soldi!!!

Cose da sapere per un ottimo check-raise…

  1. Avere buone probabilità che l’avversario abbia una mano marginale o un progetto arduo.
  2. Contro-rilanciare almeno il doppio della puntata fatta.
  3. Avere un pot di partenza al vostro check relativamente basso.
  4. Avere un “punto forte fatto” o un progetto “speranzoso” (50%…?)

Una per una le esamineremo nel prossimo articolo…

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