10:25 pm - Tuesday November 25, 2014

II.Gioco Legale

Il gioco legale è quello che viene autorizzato dalla legislazione
vigente e controllato dallo Stato, in deroga a quanto stabilito
inizialmente nel codice penale.

Il ruolo dell’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato (AAMS)

L’AAMS è l’istituzione a cui è affidato il compito di coordinare
e controllare il mercato dei giochi in Italia. Trattandosi infatti
di settore “a rischio”, il gioco rientra fra le materie di esclusiva
competenza dello Stato, che ne regolamenta e tutela il
funzionamento, la sicurezza ed il corretto utilizzo.

L’AAMS è un’“Agenzia fiscale alla quale sono trasferiti i relativi
rapportigiuridici, poteri e competenze, che vengono esercitati
secondo la disciplina dell’organizzazione interna dell’Agenzia stessa”#6.
È stata creata con regio decreto l’8 dicembre 1927, n. 2258, per
esercitare “i servizi di monopolio di produzione, importazione e
vendita del chinino di Stato”, e per anni si è occupata di produzione
e distribuzione merci. Durante gli anni Ottanta e Novanta ha
subìto una profonda evoluzione; nel 1988 ha assunto la gestione
delle lotterie nazionali, nel 1994 quella del Lotto e delle lotterie
istantanee, nel 2000 quella del Bingo, nel 2001 delle altre tipologie
di gioco – compresi i giochi di abilità a distanza -, nel 2002 del
SuperEnalotto, nel 2004 degli apparecchi da intrattenimento.
L’AAMS gestisce in modo centralizzato tutte le operazione relative
al comparto del gioco e tutte le transazioni vengono acquisite in
tempo reale, in modo da garantire la sicurezza sulle modalità di
gioco.

Gli attori della filiera del gioco

AAMS: è l’agenzia che regola il comparto del gioco pubblico
attraverso una verifica costante dell’operato dei concessionari.
CONCESSIONARIE: trattasi d’imprese private che, a seguito di
gara pubblica, ricevono da AAMS la concessione per la conduzione
della rete telematica e ne assicurano l’operatività. Sono
responsabili della raccolta verso AAMS e a tale scopo concludono
distinti contratti con i gestori degli apparecchi. Ad oggi, grazie
al “decreto Bersani-Visco”#7 (4 luglio 2006, n. 223) si è ampliata
la presenza dei concessionari: dai soli Sisal, Snai e Lottomatica
(che gestivano i giochi più diffusi, ossia Superenalotto, Lotto e
Gratta&Vinci), oggi ve ne sono circa una decina (Cirsa, Codere,
Cogetech, Gmatica, Gamenet, Bplus, Hbg).

GESTORI: sono imprese private che ricevono dalla concessionaria
il mandato per distribuire, installare e gestire la raccolta; tra
questi vi sono i proprietari degli apparecchi, che si fanno garanti
della conformità di questi alla normativa, per poi affidarne la
gestione agli esercenti, pur conseguendo per ogni apparecchio
un margine di guadagno in base alle giocate.

ESERCENTI: sono i titolari degli esercizi in cui le macchinette
vengono installate. L’esercente stipula un contratto con il gestore,
impegnandosi a fornire lo spazio dove collegare gli apparecchi,
l’alimentazione elettrica e la custodia, e ricevendo un corrispettivo
commisurato all’entità delle giocate.

Quali sono i giochi d’azzardo legali?

Sul sito dei Monopoli di Stato si può trovare l’elenco completo dei
giochi d’azzardo autorizzati, vi proponiamo un breve elenco: Lotto,
10 e Lotto, Superenalotto, Gratta e Vinci, SuperStar, SiVinceTutto
Superenalotto, Eurojackpot, Totocalcio, Totogol Scommesse,
Big Match, Big Race, Ippica nazionale, Ippica internazionale,
Scommesse ippiche in agenzia, Newslot, VLT (Video Lottery
Terminal)8, Lotterie istantanee, Lotterie tradizionali, Bingo a
distanza, Bingo di sala, Giochi a distanza.

L’evoluzione della normativa in breve:
Numerosi sono gli atti legislativi che hanno riformato questa
materia, tra questi vanno citati i più importanti:
DECRETO VISCO – BERSANI (D.L. 223/2006): l’art. 38 comma
1 lettera B del D. L. 223/2006 introduce una nuova tipologia di
giochi, gli SKILL GAMES o giochi d’abilità. Si tratta dei giochi di
abilità a distanza, ovvero on-line, con vincita in denaro e nei quali
il risultato dipende dall’abilità dei giocatori, in misura prevalente
rispetto all’elemento aleatorio. Né il decreto Bersani né i
successivi regolamenti hanno elencato i giochi legalizzati, quindi
i concessionari devono sottoporre all’AAMS le ipotesi di giochi
perché ne venga vagliata la corrispondenza alle caratteristiche
previste dal TULPS.

Nel 2007 con regolamento del Ministero dell’Economia si è
previsto che le modalità di gioco possano essere il solitario
o il torneo (c.d. modalità sportiva) e che il buy-in
(la quota d’ingresso) può variare da 0,50 a 100 euro.
DECRETO ABRUZZO (D.L. 39/2009): il decreto, attuato per
far fronte all’emergenza del terremoto abruzzese, introduce
con l’articolo 12 comma 19 una serie di modifiche sostanziali al
reparto giochi per far fronte alle spese necessarie alla ricostruzione
della città dell’Aquila e della regione devastata dal terremoto.

Insostanza, vengono legalizzate le poker room italiane e altri giochi
online; vengono introdotti i cd. Cash games, nei quale i giocatori
sono liberi di acquistare quote di fiches in base alla loro disponibilità
economica e di restare in gioco finché non le hanno esaurite, l’unico
limite è quello del massimo di 1000 euro a puntata. Mentre prima
il giocatore pagava una quota di entrata ottenendo un numero di
fiches uguale ad altri giocatori ed esaurita la quale la partita doveva
essere terminata.

MANOVRA FINANZIARIA 2011 (D.L. 138/2011): conferisce
all’Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato la potestà di
emanare “tutte le disposizioni in materia di giochi pubblici utili al
fine di assicurare maggiori entrate, potendo introdurre nuovi giochi,
indire nuove lotterie, anche ad estrazione istantanea, adottare nuove
modalità di gioco del Lotto, variare l’assegnazione della posta di gioco
di montepremi ovvero vincite in denaro”10. Merita un breve cenno la
situazione del Poker Live in Italia. In questa manovra finanziaria
(2011) il Governo ha inserito un bando per il rilascio di circa mille
licenze per l’apertura di circoli di poker sportivo.

Al momento è vietato organizzare tornei di poker senza la concessione
di AAMS,pena una sanzione amministrativa per i titolari (L. 88/2009, art.
24. Su questo punto c’è una posizione univoca del TAR e del
Consiglio di Stato11). Il bando12 partirà da una base d’asta di 100
mila euro. Ogni licenza sarà valida per nove anni e ne saranno
attribuite un totale di mille in base alle offerte economicamente
più elevate pervenute.