Global Starnet ancora alle prese con gli strascichi della maxi inchiesta “Rouge et Noir”.

Bplus, anzi Global Starnet, si prepara a fronteggiare un nuovo commissariamento dopo la maxi inchiesta “Rouge et Noir”. L’operazione risale alla metà di dicembre, agli arresti sono finiti il patron Francesco Corallo, e i vertici della società, sequestrati inoltre beni per 80 milioni di euro, tra cui un casinò.

Secondo gli inquirenti, la concessionaria fin dal 2004 avrebbe omesso di pagare parte delle tasse sui redditi e del prelievo sulla raccolta degli apparecchi, per un totale di circa 200 milioni di euro. Il tesoretto sarebbe stato spedito all’estero, con i classici meccanismi delle “scatole cinesi”, e sarebbe stato in parte investito in altri beni, in parte utilizzato per fini poco leciti, tra cui alcune corruttele (vedi La Scommessa-TS n°99 del 16 dicembre 2016).

Ora la Procura di Roma ha chiesto il commissariamento dell’azienda, ma la parola definitiva spetta all’ANAC- l’Autorità Nazionale Anticorruzione guidata da Raffaele Cantone- e al Prefetto di Roma. Global Starnet potrà infatti esaminare gli atti depositati presso l’Autorità e presentare delle memorie a propria difesa entro 15 giorni; quindi l’Anac valuterà la richiesta della Procura, e eventualmente sarà il Prefetto a disporre l’amministrazione controllata.

Bplus era già “commissariata” tra il maggio 2014 e il novembre 2015: all’epoca era rimasta coinvolta nell’inchiesta sui finanziamenti facili concessi dalla Banca Popolare di Milano, e il Prefetto di Roma aveva ipotizzato che la concessionaria degli apparecchi fosse a rischio di infiltrazioni mafiose. Timori che poi peraltro non hanno trovato conferma giudiziaria.

Intanto però – secondo quanto asseriscono gli inquirenti che hanno condotto l’inchiesta “Rouge et Noir” – nei periodi in cui la compagnia era sotto la lente di ingrandimento di commissari e controllori, i flussi di denaro verso l’estero si interruppero bruscamente, salvo poi riprendere indisturbati non appena l’azienda tornò sotto la normale amministrazione.

Gli esiti dell’inchiesta al momento sembrano aver convinto i magistrati: a fine dicembre infatti il Tribunale del Riesame di Romaha confermato le misure cautelari disposte nei confronti di Corallo e di alcuni dei suoi collaboratori, Alessandro La Monica, Arturo Vespignani e Rudolf Baetsen.

Annullata invece l’ordinanza di custodia cautelare in carcere per Amedeo Laboccetta, ex parlamentare del PdL, anch’egli coinvolto nell’inchiesta. «Non perdo fiducia nella magistratura e nella tenuta delle regole processuali che mi hanno consentito di riabbracciare la mia famiglia a Capodanno » ha commentato Laboccetta in una nota.

Articolo scritto da Gioel Rigido sul numero 02 del 06 gennaio 2017 di Totoguida e Scommesse.

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